TUTTOILMONDOÈPAESE#55 – AVATAR, 12 MARZO 2155

Avatar - Pandauer

Pandauer, 12 marzo 2155 – La missione italiana nel sistema stellare Alfa Centauri è fallita e con lei la possibilità di sfruttare i giacimenti di mele, di uva e di unoptantium del pianeta Pandauer. Ma la nota dolente della vicenda è l’alto tradimento di Giacomo Amilcare Costa, il marò inviato per risolvere la questione a livello militare e finito per sposare le stupide usanze aliene abbandonando definitivamente il suo corpo umano e iniziando la sua nuova vita come Avatar.
In esclusiva riportiamo parti del suo diario, in modo da ricostruire tutta la vicenda e vedere con i nostri occhi a quanto può arrivare il tradimento verso la nostra nazione.

Giorno 1 – Il mio avatar

Inizia la mia prima sfida: prendere padronanza del mio Avatar. Sono stato chiamato dall’esercito in seguito alla morte del mio gemello Tommaso, ucciso durante una rapina. Tommaso era un brillante scienziato esperto di Pandauer: a questo misterioso pianeta aveva dedicato l’intera vita. L’avatar doveva essere suo e sarebbe dovuto essere lo strumento per compiere le sue ricerche scientifiche direttamente sul campo. I Na’ya sono rossi con delle strisce bianche, sono alti anche più di tre metri, vestono con dei costumi tipici e intonano spesso dei canti rituali chiamati Jodel. Per poter usare il mio avatar avrei dovuto fare un esame di lingua chiamato Patentino Pandaueriano ma, nonostante i miei sforzi, non sono riuscito a superare la prova orale: la lingua è troppo difficile e non mi va di impararla. Che imparino loro la nostra lingua se proprio bisogna dialogare!

Giorno 14 – Arrivo a Pandauer

Pandauer è un mondo incantato, ricoperto da boschi, laghi e montagne straordinarie, con alberi di mele alti anche centinaia di metri e vigne che si estendono per chilometri fin sopra le montagne grazie ai terrazzamenti. Tipiche di Pandauer sono soprattutto le Dolomiti volanti, delle montagne rocciose fluttuanti ancorate da piante di sambuco. Ho fatto il mio primo incontro con il colonnello Milo che mi ha spiegato il vero motivo del mio arrivo: studiare militarmente i Na’ya per capire i loro punti deboli e attaccarli dall’interno. Questo perché i metodi diplomatici della dottoressa Grazia Agostini sono un grande fallimento: i maledetti alieni non vogliono saperne di abbandonare il grande melo di sotto il quale si trova il più enorme giacimento di unoptantium. Non riescono a capire che questo cristallo ferroso ha la capacità unica nella galassia di fungere da supertraduttore anche a temperatura ambiente. Sarebbe quindi in grado di risolvere i gravi problemi di lingua che assillano la Terra da decenni.

Giorno 16 – Prima uscita e incontro con Neytirol

Per la prima volta sono uscito dalla base per entrare in questa terra straniera. La prima sensazione? Un benessere misto ad angoscia: qui tutto è perfetto, la natura è incontaminata, ci sono fiumi di birra, laghi di vino, montagne di speck, un paradiso. Tutto è pulito, ordinato e armonioso. Troppo per i miei gusti. In seguito ad uno scontro con un Lama selvatico ho conosciuto Neytirol, la guerriera Na’ya che mi ha salvato la vita. Questo incontro è il segno del destino: devo riuscire a conquistare la sua fiducia per portare a termine la mia missione. Con lei la comunicazione è davvero difficile, un po’ perché si rifiuta di parlare con me, considerandomi stupido e diverso, un po’ perché la sua lingua è molto diversa da quella che ci hanno insegnato al corso per il Patentino Pandaueriano. Per ora mi limiterò ad esprimermi a gesti.

Giorno 17 – La tribù

Neytirol mi ha portato al suo Dorf, ho così avuto modo di conoscere la tribù. Il primo approccio non è stato dei migliori: si sono mostrati tutti molto scontrosi, diffidenti e burberi. L’unica a comportarsi in maniera gentile è stata la madre di Neytirol. Questa è riuscita a convincere il capotribù a darmi la possibilità di entrare a far parte della loro grande famiglia. Dovrò solo superare una serie di prove. Vedremo cosa mi attenderà.

Giorno 18 – II Ranggeln

La prima prova da superare è la conquista del titolo di Hagmoar. L’obiettivo è sconfiggere un avversario nel Ranggeln, una lotta tipica, ricevendo la penna del coraggio (Schneidfeder), il primo passo per conquistare laloro fiducia. Dovrò imparare i fondamenti di questa disciplina che, per fortuna, ha molti elementi in comune con il Judo e la lotta greco-romana che conosco già.

Giorno 21 – La Musikkapelle

Ieri ho sconfitto per tre volte consecutive Neyelmar, ho conquistato la penna bianca Scheidfeder e acquisito il titolo di Schermtax. Ora è il momento della seconda prova: suonare nella Musikkapelle: la tradizionale banda della tribù. Il grosso problema è che l’unico strumento che io abbia mai suonato è il flauto, essendo stato obbligato a scuola. Proverò a partire da questo e a tirar fuori qualcosa.

Giorno 34 – Il Sacro Cuore di Eywa

Non ne potevo più di suonare, di andare a prove. Per fortuna ieri sono riuscito a far bella figura durante la processione del grande albero di mele e mi hanno accettato come flautista nella Musikkapelle.
Questa sera dovrò giurare eterna fedeltà alla festa del Sacro Cuore di Eywa, accendendo un grande fuoco sulle montagne in modo da celebrare la vittoria dei Na’ya contro la potente armata di Na’poleon che tentò di invadere il pianeta qualche secolo fa. Cercherò di accendere un enorme fuoco, cercando magari di sorprenderli componendo qualche scritta nazionalistica! Resteranno a bocca aperta. Devo ammettere di iniziare a provare qualcosa nei confronti di Neytirol.

(Continua su Franzmagazine)

La Biancofiore è Comunista

Ecco il mio articolo per Cababoz pubblicato sul quotidiano Alto Adige di venerdì 6 marzo.

Da un’analisi dei nostri ultimi anni di politica emerge una figura geniale, capace di perseguire i propri obiettivi in maniera costante e degna di competere con i migliori 007. L’onorevole Michaela Biancofiore. Molti di voi potranno essere perplessi da quest’affermazione: la bionda valchiria ha infatti commesso abbondanti passi falsi da quando è entrata nel mondo della politica.

Ma siamo sicuri che si sia trattato veramente di errori? Un’indagine approfondita sul suo passato ha fatto emergere la verità sulla sua storia. Michaela in realtà è nata in Russia con il nome di Michaila Belyytsvetok. Comunista fino al midollo ma stufa di mangiare bambini cacciati nella fredda tundra russa, decide di trasferirsi in Alto Adige per portare avanti il nobile pensiero stalinista e affossare la destra italiana. Non accettata dalla sinistra per via del suo estremismo, decide di agire da vera spia modello KGB e nel ’94 si iscrive a Forza Italia.

Da quel momento inizia la finzione, arrivando a dichiarare “Mussolini un grande uomo della storia” e diventando addirittura la pupilla di Berlusconi!

Elencare tutti gli aneddoti purtroppo è impossibile. Vi dice niente Alessandro “Berto” Bertoldi? Ora è chiaro che il giovane coordinatore provinciale del PDL in Alto Adige non è altro che una pedina posizionata dal genio Michaela per destabilizzare una parte del centrodestra nostrano. Obiettivo centrato pienamente.

Ma è bene soffermarsi sull’ultimo fatto di cronaca. Grazie ai rituali suicidi del PD la destra a Bolzano aveva qualche chance di vincere le elezioni comunali. Ecco che la mente geniale di Michaela arriva a proporre la candidatura di Franco Frattini a sindaco di Bolzano: con un curriculum di tutto rispetto, una moglie altoatesina e parecchie sciate in Val Badia e Gardena come poteva non essere una scelta vincente?

Risultato: frantumazione della sua formazione politica. Un avviso quindi agli esponenti di destra: finché c’è la Miky non avete speranze. Un po’ come quelli di sinistra con Renzi.

14 febbraio 2015, ultim replica “Robin Hood” il musical

Ultima replica stasera, sabato 14 febbraio, al teatro Rainerum di Bolzano!

regia di Salvatore Cutrì e Marco Zenti
Cantagallo: Lorenzo Viscomi
Principe Giovanni: Max Meraner
Sr. Biz: Marco Poletti
Robin Hood: Daniel Ruocco
Little John: Elia Liguori
Lady Marion: Claudia Picin
Lady Cocca: Alma Zanardo
Fra Tuck: Alex Bolognini
Sceriffo: Giacomo Muraro
Ancelle: Nicole Pisano Martina Burato Virginia Guarda
Tonto: Fabio Cappello
Crucco: Federico Grigoletto
Coreografie: Sara Zazà Zenti Sara Rigo
Scenografie: Marco Pinamonti

Accompagnati dalla infallibile band guidata da:
Roberto Tubaro: piano
Daniele Endrizzi: guitar
Patrick Barba: bass
Daniele Patton: drums

Guest star: Davide Ferraro

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Musical Robin Hood – articolo Alto Adige

Articolo dal quotidiano Alto Adige sul musical Robin Hood.

Le due repliche saranno venerdì 13 e sabato 14 al teatro Rainerum di Bolzano.

regia di Salvatore CutrìMarco Zenti
Cantagallo: Lorenzo Viscomi
Principe Giovanni: Max Meraner
Sr. Biz: Marco Poletti
Robin Hood: Daniel Ruocco
Little John: Elia Liguori
Lady Marion: Claudia Picin
Lady Cocca: Alma Zanardo
Fra Tuck: Alex Bolognini
Sceriffo: Giacomo Muraro
Ancelle: Nicole Pisano Martina Burato Virginia Guarda
Tonto: Fabio Cappello
Crucco: Federico Grigoletto
Coreografie: Sara Zazà Zenti Sara Rigo
Scenografie: Marco Pinamonti 

Accompagnati dalla infallibile band guidata da:
Robert Tauber Calvo Jimenez piano
Michele Baldo guitar
Patrick Barba bass
Daniele Patton drums

Guest star: Davide Ferraro

Articolo quotidiano Alto Adige

Cababoz Stabile 50 – 30/31 gennaio 2015

Foto: Giacomo Flaim

È andato il doppio appuntamento con Cababoz al teatro Stabile di Bolzano, due gran serate da tutto esaurito che ci hanno dato l’occasione di organizzare uno spettacolo coinvolgente e a mio avviso professionale.

Come direttore della parte musicale ringrazio la “cababoz orchestra” che ha accettato di partecipare e di essere la colonna sonora della serata. Da destra a sinistra nella foto, dalla fila dietro a quella davanti:

Foto: Giacomo Flaim

  • Manuel Raise: tromba
  • Giorgio Folino: sax
  • Paolo Bega: sax
  • Alex Bosio: basso
  • Daniele Patton: batteria
  • Ilaria Cagol: voce
  • Laura Muzzana: voce
  • Emanuela Colombi: voce
  • Riccardo Hueller: chitarra
  • Damiano Colombi: violino
  • Mattia Mariotti: chitarra
  • Diego Baruffaldi: percussioni, voci e effetti
  • Tommaso Zamboni: fisarmonica
  • Pietro Berlanda: flauto e elettronica

Foto: Giacomo Flaim

Soddisfatto del risultato finale non posso che dire che cercheremo di fare sempre meglio. E chissà che il futuro non presenti delle belle novità.

Cababoz: Stabile 50

Eccoci arrivati alla prima delle due serate (tutto esaurito) di Cababoz: Stabile 50!

Con molto piacere inizio presentando la grafica che ho realizzato per l’evento:

Grafica Stabile 50 by Roberto Tubaro

Poi continuo dicendo che, sorpresa delle sorprese, per questo 50esimo spettacolo di Cababoz, sarà un enorme piacere suonare con una formazione di 15 elementi:

Pietro Berlanda, Tommaso Zamboni, Diego Baruffaldi, Mattia Mariotti, Damiano Colombi, Riki Hueller, Manuel Raise, Giorgio Folino, Paolo Bega, Alex Bosio, Daniele Patton, Laura Muzzana, Ilaria Cagol, Emanuele Colombi.

Come direbbe il generale Pattòn: “Una Bomba”.

Non mi resta che darvi appuntamento a stasera o a domani sera!

“Che palle di Natale”, la canzone di Natale di Cababoz 2014

Schermata 2014-12-15 alle 09.07.55

Anche quest’anno in un modo o nell’altro ce l’ho fatta a scrivere e registrare la canzone di Natale di Cababoz. Il tema: Come si capisce dal titolo il tema è quello delle palle di Natale. Canterò quindi di un mondo … Continue reading

TuttoilMondoèPaese#54 – Cassius Clay, 30 ottobre 1974

A dieci anni dallo storico match tra Cassius Clay e Sonny Liston e a nove anni dal famosissimo incontro soprannominato first minute, first round i riflettori di Bolzano tornano ad accendersi sulla boxe mondiale. L’incontro del 25 febbraio 1964 fu senza ombra di dubbio il simbolo di un cambiamento storico. L’inizio di questo cambiamento avvenne quando Cassius Clay, alla conferenza stampa del mattino dopo, dichiarò di volersi convertire al Sudtirolo.

Credo nellAlto Adige e nella pace: non sono più americano, ora conosco la verità e so dove andare

Dopo soli dieci giorni, il 6 marzo, alla radio il Presidente della Provincia Silvius Magnago annunciò: A Cassius manca qualcosa di altoatesino. Da oggi si chiamerà Andreashofer AloisCon questo nome Cassius Clay cambiò In un colpo solo la storia del pugilato, degli Stati Uniti e dell’Alto Adige.  

(Continua su Franzmagazine)

Grafica “Dormono sulla collina”

Grafica manifesto realizzata per la serata “Dormono sulla collina, da Spoon River a Fabrizio de Andrè”.

Oltre a presentarvi il manifesto vi invito anche al concerto/serata, visto che riavrò il piacere di suonare con Andrea Maffei, Diego Baruffaldi e Marco Gardini, con la super-narratrice Astrid Sibilla e le letture a cura di Elisa Salvadori!

Per chi non conoscesse l’Antologia di Spoon River può essere un occasione per saperne di più e capire il perché di questo cimitero su una collina di parole.

Tra la musica (Non al denaro, non all’amore né al cielo di De Andrè), le letture e il racconto vi garantisco una serata interessante!

PS: per chi, amante di Spoon River (o dell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” di Fabrizio de Andrè), volesse il poster senza nomi, date e titoli vari mi faccia sapere..

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